Nozze d’argento per autocelebrarsi? Perché no, ma anche per fare il punto sulle novità dell’offerta e della domanda turistica internazionale, e per lanciare l’appuntamento mondiale con EXPO 2015. Il BIT di MIlano quest’anno dal 13 al 15 febbraio, ha accolto più di 61.000 visitatori, soprattutto operatori professionali, che hanno incontrato circa 2.000 espositori.
Molto attive le Regioni italiane, in grado di organizzarsi e di presentare tutte le sfaccettature di un territorio che noi autoctoni a volte non sappiamo come apprezzare. A volte anche a causa di una sgradevole sensazione di “pancia piena”: abbiamo troppe bellezze naturali, troppa arte, prodotti tipici, sagre, gioielli enogastronomici, in numero tale da non riuscire neppure a catalogarli e farli conoscere come si dovrebbe.
Contro la banalizzazione dell’esperienza turistica si schiera l’iniziativa della Regione Puglia, attraverso il Movimento Turismo dell’Olio e la Rete delle Masserie Didattiche. Quest’ultime, ben 146 in tutta la Regione, hanno presentato la propria idea di agriturismo evoluto. In altri termini, non ci si limita a pernottare, mangiare ed osservare le campagne verde-oro, per il grano e gli ulivi, dalle finestre di un antico casolare, ma ci si attiva. Si partecipa al laboratorio dei pomodori secchi sottolio, si impara un po’ di dialetto, si danza, si canta, si lavorano le orecchiette e si entra in punta di piedi dentro un mondo rurale millenario.
E’ quello che è successo domenica 15 febbraio, quando abbiamo avuto il piacere di incontrare i gestori della Masseria Salecchia di Bovino (FG), che ha presentato il suo “Percorso oro del grano”. Una Masseria di mezza collina, nel cuore di una Puglia poco conosciuta, quella dei boschi e delle famose chiese del romanico pugliese, da apprezzare tutto l’anno. E così Francesco d’Innocenzio ci guida a scoprire i sapori antichi, quasi dimenticati, dell’autentico grano di Puglia “Senatore Cappelli”, oggi poco diffuso perché poco redditizio. Ma possiamo assicurare che, se anche dovessimo scegliere di investire qualche euro in più, i cavatelli fatti di quel grano, con erbe selvatiche, scaglie di ricotta gentile e guanciale di suino nero dauno, non ci farebbero pentire neanche per un secondo.
La Masseria Didattica serve anche a questo: ad evitare che una razza di maiali neri dalle carni magre e sapide vada estinta, a farci scoprire un entroterra che sembra dimenticato da tutti ma che resiste perché ha una storia importante, anche enogastronomica, da condividere. Dell’iniziativa ci parla Mimmo Frizzale, coordinatore delle Rete delle Masserie.
In generale, quali sono le carte che la regione Puglia si sta giocando qui al BIT 2015?
La Puglia deve insistere sulla ruralità, perché ha risorse immense che devono solo essere scoperte. Al di là del solito sole e del solito mare, al di là degli mesi d’agosto affollati con l’ombrellone in mano che non sai dove piantare, abbiamo un territorio ricco di sorprese, che esprime in mille modi la diversità di ambienti e di tradizioni che lo caratterizza. Ci sono spiagge, promontori, colline, boschi, pianure a perdita d’occhio, golfi, alture carsiche, ci fossero anche i ghiacciai e i vulcani saremmo una specie di continente in miniatura. Ma in quanti lo sanno?
Quali sono secondo Lei i prodotti pugliesi che non hanno ancora “spaccato” e che potrebbero invece affermarsi facilmente?
Ce ne sarebbero tanti, ma tra i più originali voglio citare iI vino rosato, che dalla Puglia nessuno si aspetta. Secondo alcuni si tratta di vini meno importanti, ma noi li faremo ricredere. Dopo aver assaggiato il “Five Roses” di Leone De Castris o il “Pungirosa” di Castel del Monte si cambia opinione, garantisco.
Qual è il biglietto da visita per il turista che arriva per la prima volta in una Masseria Didattica della vostra Rete?
Noi possiamo offrire quello che altrove non c’è, ossia senso della famiglia e cultura del territorio. Non si adatta alla nostra tipologia una vacanza “mordi e fuggi”. Veniamo più apprezzati da chi ha il tempo di fermarsi, ascoltare, imparare le abitudini dalla gente semplice, farsi circondare dal calore dell’ospitalità pugliese
Cosa potrebbe trovare d’insolito il turista neofita, che non ha mai sentito parlare delle M.D.?
Troverà delle proposte gastronomiche povere, tipicamente rurali, ma ricche di gusto e di sapienza agricola. Troverà la musicalità del dialetto che in alcuni luoghi è stato contaminato dal greco, dall’albanese e dall’antico provenzale. Troverà una varietà di ambientazioni e una ricchezza di storia che può lasciare a bocca aperta, anche in località apparentemente remote e lontane dai grandi flussi economico-commerciali.
Le crediamo sulla parola sig. Frizzale, anche perché una terra che ispira un servizio turistico così coraggioso e originale può essere solo una terra sincera. Come logica conseguenza, le persone che ci vivono saranno persone veraci, come l’olio e il vino buono.
Guido Gabaldi
guiandrosa@gmail.com
